
Trama:
Il vero incubo non è un futuro lontano: è una giornata qualunque che smette di avere senso.
Questa raccolta accompagna il lettore in una serie di mondi solo apparentemente diversi, uniti da un filo invisibile: l’assurdità nascosta nella vita di ogni giorno.
I protagonisti non hanno nulla di straordinario.
Sono cittadini, lavoratori, mariti, sopravvissuti, individui qualunque alle prese con decisioni minime che assumono un peso sproporzionato.
Attorno a loro, sistemi di controllo soffocanti, tecnologie invasive, abitudini rassicuranti e relazioni svuotate di significato disegnano scenari inquietantemente familiari.
Ogni racconto scava nella percezione della realtà, ribaltando le aspettative con un tono che alterna distopia, ironia nera e tensione psicologica.
Non c’è bisogno di catastrofi spettacolari: basta una regola accettata senza discuterla, una scelta rimandata troppo a lungo, un gesto compiuto per inerzia.
Il mondo, così, rivela la sua natura più crudele proprio quando sembra funzionare alla perfezione.
Queste storie non offrono soluzioni né consolazioni.
Offrono invece un’esperienza disturbante e lucida, capace di far sorridere, inquietare e mettere in dubbio ciò che chiamiamo normalità.
Una lettura per chi ama la narrativa che lascia tracce, costringe a fermarsi e continua a risuonare anche dopo l’ultima pagina.