Futuro distopico
Quando la sopravvivenza diventa una prigione, dubitare è un crimine
La città dice di proteggerli.
I sospettati dicono che sta mentendo.
Un agente deve scegliere chi ascoltare.
In una Terra soffocata dal caldo e dalla desertificazione, Michael Sullivan applica le leggi di una città che controlla ogni risorsa e ogni individuo. Un’indagine segreta lo conduce verso cittadini modello accusati di terrorismo e un messaggio proibito: il mondo potrebbe non essere ciò che sembra. Più cerca prove, più il confine fra ordine e menzogna comincia a sgretolarsi.

Fuori dalla città si estende il deserto; dentro, un’intelligenza artificiale osserva ogni gesto compiuto per restare vivi.
La Terra del romanzo è stata trasformata da caldo estremo, siccità e aria impoverita. Meno di mezzo miliardo di esseri umani sopravvive in città chiuse, circondate dalla sabbia e scosse da tempeste sempre più violente. Acqua, cibo, ossigeno e perfino il tempo concesso sotto la doccia vengono razionati da un’amministrazione che presenta ogni restrizione come necessaria.
Il network dell’intelligenza artificiale accompagna i cittadini dalla nascita, gestisce case, appuntamenti e controlli, rendendo quasi impossibile sfuggire alla sorveglianza. Anche la maternità e i comportamenti privati obbediscono a regole severe. In questo sistema, la polizia non difende soltanto l’ordine: protegge un fragile equilibrio sociale in cui una deviazione può essere trattata come una minaccia all’intera umanità.
Michael e la collega Mary ricevono l’incarico di indagare in segreto sui Figli del carbonio, accusati di diffondere volantini e voler distruggere il network. I primi sospettati, Sarah Moore e Fred Smith, non hanno precedenti e sembrano cittadini irreprensibili. Le loro affermazioni, però, insinuano un dubbio pericoloso: la catastrofe potrebbe essere il racconto necessario a mantenere tutti sotto controllo.
Dentro il romanzo
Un’indagine nel cuore di una società che non ammette domande
Una distopia soffocante
Tempeste di sabbia, respiratori, risorse limitate e sorveglianza continua costruiscono un futuro dove la sopravvivenza giustifica ogni imposizione. La città è insieme rifugio e gabbia, mentre il deserto rappresenta un confine che nessuno dovrebbe oltrepassare.
Un’indagine piena di crepe
I sospettati non corrispondono al profilo dei terroristi e gli ordini ricevuti impongono segretezza assoluta. Michael e Mary seguono tracce, interrogatori e volantini mentre ogni risposta solleva nuovi dubbi sulle prove e sui loro superiori.
Dovere contro coscienza
Michael crede nella legge perché, in un mondo al collasso, può separare l’ordine dalla violenza. L’indagine lo costringe però a chiedersi se obbedire significhi proteggere le persone oppure difendere il sistema che le tiene prigioniere.
Il protagonista
Michael Sullivan, un agente davanti alla verità proibita
Michael è un poliziotto esperto, disilluso ma ancora convinto che soltanto il sistema giudiziario possa decidere della vita degli altri. Conosce la brutalità generata dalla paura e ha già protetto colleghi che hanno superato il limite. Vive assistito da Jane, l’intelligenza artificiale assegnatagli, accettando controlli e restrizioni come inevitabili conseguenze della crisi.
L’indagine sui Figli del carbonio mette alla prova questa fedeltà. Accanto a Mary García, collega tenace e diretta, Michael incontra sospettati che non sembrano nemici e informazioni che contraddicono la versione ufficiale. Il suo percorso non consiste soltanto nello scoprire un piano: deve stabilire se la coscienza possa ancora guidarlo quando la legge vieta perfino il dubbio.
«In una città che conosce ogni risposta, la domanda più pericolosa è chiedere chi abbia deciso la verità.»
Perché leggerlo
Quattro ragioni per mettere in dubbio la città
- Per un futuro distopico concreto, dominato da scarsità, sorveglianza e controllo sociale.
- Per un’indagine che trasforma gradualmente gli accusati in portatori di domande scomode.
- Per il conflitto di Michael fra obbedienza professionale, lealtà e coscienza.
- Per la tensione claustrofobica di una verità nascosta dietro la promessa della sopravvivenza.
Dal romanzo
Una città davanti al deserto
Avevo da poco finito di fare colazione e presto sarei dovuto uscire di casa per andare al lavoro.
Come ero solito fare ogni mattina, prima di uscire di casa, sistemai l’angolo cucina, pulendo tutto quello che avevo usato.
In seguito, mi avvicinai alla vetrata, che offriva una splendida vista sul resto della città, mentre bevevo a piccoli sorsi dalla mia tazza di caffè.
Osservavo quegli edifici, i quali venivano celati leggermente da uno strato di nebbia provocato dalla sabbia tirata in aria dal vento caldo che bruciava il nostro mondo.
Puntai lo sguardo in lontananza, oltre i confini della città, dove si estendeva il deserto causato dalla siccità che stava distruggendo il nostro mondo.
Decenni prima, infatti, l’umanità aveva dichiarato guerra a quel fenomeno che, all’epoca, veniva chiamato riscaldamento globale.
Intenzionati a porre rimedio all’aumento delle temperature, che purtroppo non era così evidente come dicevano a quei tempi, decisero di ridurre le emissioni di anidride carbonica.
Prossimi all’estinzione — Michele Scalini
Domande frequenti
Cosa sapere prima di iniziare
Di cosa parla Prossimi all’estinzione?
Il romanzo segue l’agente Michael Sullivan durante un’indagine segreta sui Figli del carbonio, un gruppo accusato di terrorismo. I sospettati sostengono che l’amministrazione menta sulla catastrofe che ha reso la città dipendente da controllo e razionamenti.
Chi sono i protagonisti principali?
Il protagonista è Michael Sullivan, poliziotto esperto diviso tra dovere e coscienza. Lavora con Mary García, collega determinata, e indaga su Sarah Moore e Fred Smith, due cittadini senza precedenti accusati di appartenere al gruppo clandestino.
Quali temi affronta il romanzo?
La storia esplora controllo sociale, sorveglianza tecnologica, scarsità delle risorse, propaganda e libertà individuale. Al centro c’è il dilemma fra accettare restrizioni presentate come indispensabili e rischiare tutto per verificare una verità proibita.
Che tipo di atmosfera propone?
L’atmosfera è tesa e claustrofobica. Il caldo, le tempeste di sabbia e i respiratori rendono fisica l’oppressione, mentre l’indagine introduce sospetti, ordini contraddittori e la sensazione che ogni conversazione possa essere ascoltata.
In quali formati è disponibile?
Prossimi all’estinzione è disponibile su Amazon in formato ebook e in edizione cartacea. Il volume conta 412 pagine ed è rivolto a chi ama thriller distopici, indagini, complotti e dilemmi morali.
La città ti sta osservando
Segui l’indagine che può cambiare il destino degli ultimi esseri umani
Entra in un futuro di sabbia, sorveglianza e verità proibite. Accompagna Michael oltre gli ordini ricevuti, dove scegliere da che parte stare può diventare una condanna.