
Trama:
Pensare è ancora lecito, finché non lo fai davvero.
In Riflessioni non autorizzate, l’autore osserva il presente con uno sguardo ironico e spietato, trasformando fatti quotidiani, cronaca, politica e costume in una sequenza di monologhi satirici che mettono a disagio proprio perché riconoscibili.
Il libro nasce da una voce fuori asse, insofferente verso il pensiero unico e allergica alle verità preconfezionate.
Attraverso capitoli brevi e tematici, l’autore attraversa i grandi mantra del nostro tempo, democrazia, lavoro, pace, inclusività, informazione, progresso, mostrando le fratture che si aprono tra ciò che viene proclamato e ciò che viene praticato.
La scrittura è diretta, spesso provocatoria, sempre consapevole.
L’ironia diventa uno strumento di scavo: non serve a intrattenere, ma a smascherare.
Ogni riflessione parte da un paradosso reale e lo spinge fino al punto in cui il lettore è costretto a fermarsi, magari a ridere, e subito dopo a chiedersi perché.
Non è un saggio accademico e non è un manifesto ideologico.
È una raccolta di pensieri liberi, nati in un contesto in cui l’opinione è tollerata solo se allineata.
Riflessioni non autorizzate non promette conforto né soluzioni, ma un’esperienza precisa: quella di essere messi davanti all’assurdità del presente senza filtri, senza timbri ufficiali e senza autorizzazioni.
Un libro per chi non cerca conferme, ma attrito.
Se vi riconoscerete in queste pagine, bene.
Se vi offenderete, ancora meglio.
In entrambi i casi, la missione sarà compiuta: perché certe riflessioni non hanno bisogno di autorizzazioni.