Dopo l’ultimo barile
Il collasso non nasce dalla semplice mancanza di carburante, ma dalla scomparsa di materiali, farmaci e processi industriali che il mondo moderno aveva reso assolutamente indispensabili.
Distopico · Thriller
Le turbine producono ancora elettricità, ma non possono restituire medicinali, plastica, fertilizzanti o civiltà. Nella città-stato di Erebos, Marcus Renn sopravvive servendo una legge ormai indistinguibile dal crimine. Poi un cadavere archiviato troppo in fretta gli offre qualcosa che credeva perduto: un’indagine capace di trasformare la sua rassegnazione in una scelta.
L’ultimo barile è soltanto l’inizio: il vero collasso arriva quando scompaiono tutte le cose costruite grazie al petrolio.
Erebos vive decenni dopo la fine dell’oro nero. L’energia arriva da metano, vento, sole e temporali, ma intere filiere sono crollate insieme ai derivati petrolchimici. I farmaci scarseggiano, la plastica vale quanto una moneta, gli edifici si sgretolano e la città si divide tra la Cittadella fortificata e periferie consegnate ai mercati neri.
In questo equilibrio marcio, un uomo viene trovato morto in un albergo della zona industriale. Il comando pretende un suicidio e una pratica chiusa; Renn vede coltellate, appunti indecifrabili e una cicatrice che non dovrebbe esserci. Seguire quei dettagli significa disobbedire, attirare l’attenzione del potere e scoprire quanto poco resti della distinzione tra polizia, bande e autorità.
L’indagine cambia passo quando la ricerca conduce a una scienziata braccata dalla Cittadella. Da quel momento il noir urbano diventa fuga, protezione e corsa contro uomini che controllano ogni accesso alla città. Sullo sfondo resta una domanda più grande del caso: può una società fondata sulla scarsità permettere che qualcuno apra una strada verso un futuro diverso?
Coordinate di Erebos
Il collasso non nasce dalla semplice mancanza di carburante, ma dalla scomparsa di materiali, farmaci e processi industriali che il mondo moderno aveva reso assolutamente indispensabili.
Obitori, alberghi consumati, mercati clandestini e rovine industriali formano il percorso oscuro di un caso che l’intera catena di comando vuole dichiarare inesistente agli occhi dei cittadini.
La possibilità di cambiare il futuro non appare come una promessa astratta: diventa qualcosa di concreto da proteggere mentre polizia, criminalità e potere convergono sui fuggitivi.
Il protagonista
Marcus Renn è un agente vedovo, malato e compromesso. Non incassa denaro dalle bande, ma lascia che controllino la città in cambio di sicurezza e risorse: una corruzione passiva che gli permette di respirare un altro giorno. La morte della moglie ha trasformato il suo cinismo in una forma di anestesia morale.
Il caso del presunto suicidio riattiva l’istinto che Renn aveva sepolto. Per arrivare alla verità deve violare gli ordini, proteggere una sconosciuta e affrontare lo stesso sistema da cui ha accettato protezione. La sua contraddizione è netta: vuole riscattarsi, ma ogni strumento che possiede appartiene alla macchina corrotta contro cui decide di muoversi.
«In una città che vende tutto, perfino la sopravvivenza ha un prezzo.»
Esperienza di lettura
Dal romanzo
Negli ultimi anni avevo iniziato a osservare il mondo con un occhio diverso dal solito, uno sguardo più critico, più realistico, forse persino inclinato verso un cinismo che non mi apparteneva fino a qualche tempo prima. Tutto ebbe inizio dopo la morte di mia moglie, avvenuta tre anni prima, stroncata da problemi respiratori causati dall’aria malsana che soffocava ogni giorno di più la città. Avevo cercato di aiutarla nel miglior modo possibile, offrendole tutta l’assistenza che un marito devoto avrebbe potuto dare quando vedeva la persona che amava consumarsi lentamente. Eppure, la drammatica carenza di medicinali efficaci per alleviare i suoi disturbi portò a un irreversibile peggioramento delle sue condizioni, trascinandola verso una fine inevitabile e lasciandomi solo, privo di qualsiasi ragione per cui valesse ancora la pena lottare. Con la sua scomparsa, anche una parte di me svanì, lasciando spazio a un uomo freddo, distaccato, colmo di rabbia e di un profondo disprezzo nei confronti della società in cui vivevo e che, paradossalmente, ero costretto a difendere perfino da sé stessa.Oltre il domani — Michele Scalini
Domande frequenti
È un thriller distopico con una forte struttura investigativa. Un caso trattato come suicidio apre un percorso tra corruzione, segreti scientifici e fuga, dentro una città-stato degradata e governata dalla scarsità.
Il romanzo considera il petrolio non soltanto come combustibile, ma come base di materiali, fertilizzanti, farmaci e infrastrutture. La sua scomparsa produce quindi un collasso industriale e sociale che definisce ogni livello della vita a Erebos.
Non nel senso tradizionale. Renn è un poliziotto compromesso, segnato dal lutto e abituato a sopravvivere chiudendo gli occhi. L’indagine lo costringe però a scegliere se continuare a collaborare con il sistema o assumersi un rischio reale.
L’ambientazione è un futuro successivo a un collasso globale, ma la società non è scomparsa. Erebos conserva istituzioni, tecnologia ed energia in forme degradate, mentre criminalità e autorità competono per le risorse rimaste.
Le due componenti avanzano insieme. La prima parte costruisce l’indagine e l’oppressione urbana; quando Renn diventa un bersaglio, il ritmo accelera con fughe, inseguimenti e scontri senza abbandonare il peso morale della città.
Il futuro non aspetta
Entra a Erebos e segui Marcus Renn oltre gli ordini, oltre la paura e oltre la rassegnazione. La verità può aprire una strada, ma per percorrerla qualcuno dovrà prima restare vivo.