La frontiera spaziale è pericolosa. Attraversarla ascoltando Jack raccontare quanto sia competente lo è in un modo completamente diverso.
Sulle lune esterne, le astronavi atterrano accanto a villaggi polverosi, i treni collegano città di legno e una pistola può valere più di un curriculum militare. Jack torna in questo sistema solare periferico dopo essere stato espulso dall’esercito. Cerca una casa e trova un mondo che ha continuato a vivere senza aspettarlo, regolato da crediti, sceriffi e opportunità raramente pulite.
L’incontro con Cecilia comincia con armi puntate e prosegue con un debito da saldare. Lei conosce il mestiere, osserva prima di agire e non si lascia impressionare dalle spacconate; Jack preferisce improvvisare, parlare troppo e considerare ogni conseguenza una curiosa ingiustizia personale. La loro collaborazione attraversa taglie, imboscate e piste incerte, costruendo un equilibrio continuamente minacciato dal carattere di entrambi.
Quando la caccia assume una dimensione personale, Jack si sposta tra Io, Europa, Ganimede e Titano seguendo nomi, nascondigli e informazioni dalla provenienza discutibile. Il viaggio conserva il ritmo di un’avventura armata, ma la voce del protagonista cambia la prospettiva: commenta la propria storia, discute con chi legge e trasforma perfino il pericolo in una versione dei fatti tutta da verificare.