Il trauma come accesso
Il passato militare di Kael non è semplice retroscena: ricordi, riflessi e senso di colpa diventano il linguaggio attraverso cui l’ignoto riesce davvero ad avvicinarsi.
Fantascienza · Thriller
Kael Draven ha scelto una miniera lontana per vivere senza legami e tenere il passato sotto controllo. Una missione verso Neryth gli promette la libertà, ma il pianeta non attacca soltanto il corpo. Trasmissioni impossibili, ricordi fuori posto e percezioni condivise trasformano la spedizione in un nuovo campo di battaglia, questa volta dentro la coscienza.
Su Neryth, il nemico più efficace non inventa la paura: usa quella che hai portato con te.
Prima della spedizione c’è Tirak IV, una luna mineraria dove i debiti diventano anni di lavoro e ogni errore allunga il contratto. Kael estrae trillio sotto cupole pressurizzate, isolandosi dagli altri operai. La solitudine gli sembra una difesa razionale: dopo aver perso i compagni in guerra, non creare nuovi legami significa non avere più nessuno da perdere.
L’arrivo di Lira Voss incrina quella strategia. La vecchia compagna d’armi gli offre un incarico su Neryth, dove una colonia scientifica ha smesso di comunicare. A bordo della Eidolon viaggiano specialisti, ex soldati e responsabili della missione con informazioni distribuite in modo diseguale. Prima ancora dell’approdo, una voce riconoscibile rende impossibile separare il guasto tecnico dal richiamo personale.
Sulla superficie, gli edifici ordinati e deserti non forniscono una spiegazione rassicurante. Le registrazioni si interrompono, le luci verdi attraversano il cielo e alcuni membri dell’equipaggio iniziano a vivere esperienze incompatibili fra loro. Il pericolo cresce nella distanza tra ciò che ciascuno vede e ciò che gli altri sono disposti a credere, finché la fiducia diventa fragile quanto la percezione.
La mente in missione
Il passato militare di Kael non è semplice retroscena: ricordi, riflessi e senso di colpa diventano il linguaggio attraverso cui l’ignoto riesce davvero ad avvicinarsi.
Voci, visioni e memorie estranee aprono versioni concorrenti degli stessi eventi, costringendo l’equipaggio a decidere di chi fidarsi prima ancora di capire cosa stia accadendo.
La missione cancella contratti e debiti, ma il prezzo emerge soltanto durante il viaggio: ogni partecipante è una risorsa sacrificabile dentro un progetto spiegato a metà.
Il protagonista
Kael è un ex soldato diventato minatore di trillio. Freddo, tattico e poco incline alla fiducia, considera la distanza emotiva una forma di sopravvivenza: ha visto morire la propria squadra e teme che ogni nuovo rapporto prepari un’altra perdita. Persino l’amicizia degli operai gli appare come un pericolo da contenere.
Neryth colpisce precisamente questa difesa. La voce di Ronan Hale, compagno caduto, riapre la colpa che Kael non ha mai elaborato e rende incerto il confine tra trauma e contatto. Per proteggere Lira e l’equipaggio deve tornare a legarsi agli altri, proprio mentre non può più essere sicuro che pensieri e ricordi gli appartengano davvero.
«Il campo di battaglia più difficile da lasciare è quello che continua a vivere nella memoria.»
Esperienza di lettura
Dal romanzo
Da un certo punto di vista, avrei potuto accettare il loro invito, unirmi a quella gente per ascoltare i loro discorsi, evitando di trascorrere altro tempo da solo, come ero solito fare da quando avevo lasciato l’esercito. Fu proprio l’esperienza militare a insegnarmi che legare troppo con qualcuno portava solo sofferenza. Durante quel periodo, legai con gli altri soldati facenti parte della mia squadra, e fu doloroso vederli morire sul campo di battaglia, davanti ai miei occhi, senza alcuna possibilità di poterli aiutare o salvare. Aprii la mano per posare lo sguardo sul cristallo di trillio e fissarlo per alcuni istanti, prima di muovermi verso la catena che lo avrebbe portato al reparto di purificazione. Mi avviai verso il punto di raccolta, dove si trovavano i treni che collegavano le profondità della miniera con la superficie, dove la compagnia aveva costruito la colonia di Tirak IV.Le ombre di Neryth — Michele Scalini
Domande frequenti
È anzitutto un thriller di fantascienza, ma utilizza l’orrore psicologico attraverso voci impossibili, percezioni alterate e perdita di fiducia. La tensione nasce più dalla coscienza e dall’identità che da una minaccia mostrata apertamente.
Il trauma determina il suo isolamento, la difficoltà a creare legami e il senso di colpa verso i compagni caduti. Su Neryth queste ferite diventano vulnerabilità concrete, capaci di confondere ricordo, paura e realtà presente.
La vicenda inizia sulla luna mineraria Tirak IV, passa dalla stazione orbitale Arkanis Prime e raggiunge Neryth, un pianeta remoto attraversato da tempeste elettromagnetiche e sede di una colonia scientifica ormai silenziosa.
Con lui parte Lira Voss, ex compagna d’armi, insieme a un equipaggio di specialisti guidato da Mila Dorn. Sicurezza, medicina, comunicazioni e ingegneria diventano indispensabili, ma competenze diverse non garantiscono una visione comune del pericolo.
La tecnologia costruisce un futuro industriale credibile, tra miniere extraterrestri, navi e colonie scientifiche, ma il centro resta umano. Il mistero mette sotto pressione lutti, colpe, ambizioni e rapporti, trasformando l’equipaggio nel vero terreno del conflitto.
La voce continua a trasmettere
Raggiungi Neryth con Kael e l’equipaggio della Eidolon. La colonia attende nel silenzio, mentre una presenza invisibile cerca il punto esatto in cui memoria, colpa e identità smettono di separarsi.