
Trama:
In un mondo dove tutto è controllato, anche il silenzio ha un prezzo.
Nel 2057 la società è governata da un sistema che promette ordine, sicurezza e pace assoluta.
Ogni cittadino è monitorato, sedato, classificato.
Michael Freeman lavora come ingegnere nel reparto collaudi di una gigantesca fabbrica statale: testa droni, compila rapporti, torna a casa.
Giorno dopo giorno.
Senza fare domande.
Michael conosce le regole e sa perché esistono.
Sa cosa succede a chi conserva oggetti proibiti, a chi pensa fuori dagli slogan, a chi confonde la realtà con la verità.
Suo padre ne è stato un esempio, e il sistema non ammette repliche.
Per questo Michael ha imparato a nascondersi dietro la normalità, a essere un cittadino modello, a sopravvivere.
Ma anche i sistemi più perfetti hanno delle crepe.
Durante una normale giornata di lavoro, un dettaglio apparentemente insignificante scivola oltre i protocolli e arriva nelle sue mani.
Da quel momento, la routine inizia a perdere consistenza, e ciò che doveva essere ignorato torna a farsi sentire.
In una società nata dal collasso e ricostruita sulla rinuncia, Michael si trova davanti a una domanda che nessun algoritmo può risolvere: è più pericoloso sapere, o continuare a fingere di non vedere?
Nel 2057 non splende il sole è un romanzo distopico cupo e adulto, dove la fantascienza incontra il controllo sociale, e la vera ribellione non è urlare, ma scegliere cosa fare quando nessuno dovrebbe accorgersene.
Un viaggio teso e claustrofobico dentro un futuro fin troppo plausibile, dove la libertà non viene tolta con la forza, ma scambiata per comodità.